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| AVV. LORENZO ANTONIO MARTORANO - giornale "Sole sud" |
È una nuova idea di Calabria – dice il giovane avvocato Lorenzo Antonio Martorano. – a proposito del reddito di merito deciso dal Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Il
giusto riconoscimento al talento e un incentivo per i giovani atornare in Calabria.
– Avv. Martorano, che cos’è il Reddito di Merito?
Il Reddito di Merito della Regione Calabria è un sostegno economico mensile da 500 a 1.000 euro (fino a 12.000 euro l’anno), dedicato agli studenti meritevoli che scelgono di iscriversi o di proseguire gli studi in un’università calabrese per l’anno accademico 2026/2027. Il beneficio è destinato a chi conse-
gue risultati di eccellenza nel percorso di studi. L’idea è che il Reddito di Merito possa rappresentare molto più di un semplice sostegno economico agli studenti: può diventare il primo tassello di una politica capace di affermare una convinzione precisa — chi studia, si impegna e costruisce competenze deve essere messo nelle condizioni di valorizzarle. Da qui, una strategia più ampia per trattenere e riportare in Calabria competenze, imprese e investimenti,
passando per fiscalità, infrastrutture, trasporti e innovazione digitale.
– Perché era necessario introdurre il Reddito di Merito?
Era necessario per far capire ai giovani che studiare è importante e che l’impegno nello studio
deve essere riconosciuto. Se una persona si impegna e raggiunge risultati importanti, deve
sapere che questo impegno ha un valore con creto.
– Il problema, però, è che molti giovani calabresi, anche dopo la laurea, sono costretti a partire.
Il Reddito di Merito può fermare questa fuga?
Sicuramente è un punto di partenza, ma da solo non basta. Servono imprese che investano nel territorio e che possano offrire lavoro ai tanti giovani calabresi che hanno studiato e acquisito competenze.
– Come si possono attirare queste imprese?
La Calabria dovrebbe attuare una politica fiscale più favorevole alle imprese, in modo da rendere il territorio più attrattivo per gli investitori. Bisogna creare condizioni che spingano gli imprenditori a scegliere la Calabria.
– Il merito deve essere premiato indipendentemente dalla condizione economica e sociale di partenza?
Sì. il merito va sempre premiato. Il merito non ha status sociale. Una persona deve essere valorizzata per ciò che sa fare, per l’impegno che mette e per i risultati che raggiunge.
– Lei estenderebbe questo principio oltre gli studenti?
Assolutamente sì. Penso soprattutto ai calabresi che sono partiti e che, dopo aver costruito il proprio percorso professionale fuori dalla regione o all’estero, vogliono tornare per portare le
proprie idee e competenze in questo territorio. Bisognerebbe costruire una vera politica del rientro, prevedendo anche una fiscalità più agevolata per chi decide di tornare in Calabria.
– Cosa dovrebbe offrire concretamente la Calabria a chi vuole rientrare?
Sicuramente meno tasse e più servizi. Ma anche una mobilità interregionale più efficiente e ollegamenti aerei più frequenti da e verso la Calabria. Se vogliamo che professionisti, giovani e imprese tornino, dobbiamo metterli nelle condizioni di poterlo fare.
– Quanto incide il problema dei trasporti?
Incide moltissimo. Raggiungere la Calabria spesso richiede più tempo e costa di più rispetto ad altre
destinazioni. Questo non agevola le imprese che dovrebbero contribuire a costruire il futuro della
regione. Ma c’è anche un’altra infrastruttura fondamentale: Internet. Cablare la Calabria è indispen-
sabile, perché dobbiamo permettere alle persone di lavorare e fare impresa da qualsiasi punto della
regione.
– Ridurre le tasse significa però rinunciare a una parte delle entrate pubbliche. Come risponde a chi critica questa impostazione?
È vero: nel breve periodo diminuirebbero le entrate pubbliche. Ma bisogna avere una visione di lungo
periodo. Se una fiscalità più favorevole riesce ad attirare imprese, investimenti e nuovi lavoratori, nel
tempo può generare un ritorno economico importante per tutto il territorio.
– Se potesse scegliere una sola grande priorità per la Calabria, su cosa investirebbe?
Su infrastrutture e trasporti. La Calabria deve essere collegata meglio con il resto d’Italia e con l’Eu-
ropa. Senza collegamenti efficienti non possiamo garantire uno sviluppo concreto e duraturo della
regione.
– Ultima domanda. Cosa direbbe a un giovane calabrese che oggi sta pensando di lasciare la pro-
pria terra?
Gli direi di non mollare l’idea di vivere in Calabria. Se sente di dover partire, può farlo, perché andare
fuori può significare acquisire esperienza, competenze e conoscenze. Ma senza dimenticare la possibilità di tornare. L’obiettivo deve essere quello di trasformare la fuga dei cervelli in una circolazione di competenze: partire, crescere e poi rientrare per portare in Calabria il proprio know-how. Il Reddito di Merito può rappresentare il primo passo di questo percorso. Ma la vera sfida, secondo questa visione, è costruire attorno al merito un sistema fatto di imprese, lavoro qualificato, fiscalità competitiva, infrastrutture, aeroporti, porti, turismo e connettività digitale. Perché il futuro della Calabria, più che trattenere i suoi giovani, potrebbe consistere nel riuscire a fare in modo che le competenze acquisite nel mondo tornino a essere una risorsa per il territorio.
Giornale "Sole sud"
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